Il notaio

"Il dramma del notaio...è il dramma della causa e del motivo. Secondo la sua funzione ufficiale, secondo la sua formale partecipazione alla vita giuridica, il notaio non ha da preoccuparsi che della causa dell'atto, cioè che le parti vogliano secondo l'orientamento, che concludano una vendita, una locazione, una permuta, e che ciascuna delle clausole di questi contratti risponda giuridicamente allo scopo che si propongono. Il motivo dell'atto non dovrebbe interessarlo, il bene o il male, l'utile o l'inutile, il vantaggio o la rovina che ne conseguono. Lo stesso ordinamento notarile si preoccupa solo della contrarietà dell'atto al buon costume e all'ordine pubblico. E invece, attraverso la causa il motivo irrompre da tutte le parti e si impone al notaio con la forza di un imperativo morale, chiama ogni istante l'uomo alla ribalta, elo impegna con la responsabilità di fronte a Dio se non agli uomini....Egli...per la sua tipica funzione dispone della realtà. Ciò che egli scrive per il solo fatto che lo scrive, modifica il mondo. Lo modifica certo perchè le parti vogliono che si modifichi...: ma in quanto riceve quella volontà, la traduce in atto, egli partecipa di essa, e si trova a disporre della realtà."

- Poesia e verità nella vita del notaio, Salvatore Satta